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Atelier d’artista
 
La caduta degli angeli ribelli
 
La caduta degli dei

Ivana Mulatero
Estratto da “L’indomesticabile caos” Empirista solitario

Piero Lerda ha dipinto, disegnato, inciso, modellato, ritagliato, costruito, progettato e scritto nella direzione di una ricerca artistica solitaria che predilige la materia selezionata, filtrata, raccolta, manipolata e sublimata in una sostanza che anela al gioco del bisenso, naturale nemico dell’dea fissa. Agli inizi del terzo Millennio il contributo dell’artista consiste proprio nell’aver, egli, riconosciuto la proprie radici in un mondo arcaico in cui la materia è sostanza di pensiero e di creatività giocosa.

Il mondo arcaico ha con sé il mito. La materia come mito, parola dal sapore vago e ancestrale e riferita a qualcosa che illo tempore è realmente accaduto, esercita su di noi una insostituibile azione pedagogica. Per Lerda tutto ciò che è mitico è realistico, e tutto ciò che è realistico è mitico.

piero lerda -- Le Metamorfosi

E’ mitico affondare le mani nella materia, sia essa la ceralacca, i filamenti di carte colorate, le resine, le chine; è realistico seguire le vie di una riflessione interiore, di una crescita spirituale: Detto altrimenti: l’altra faccia del rapimento per via di aquiloni ( Piero Lerda si è definito “il maestro degli aquiloni”) al mondo dello spirito è il fare, lo sperimentare, l’agire.

Alcuni cicli pittorici di Lerda in titolati Apocalisse  non sono da intendere come allusione a uno scenario apocalittico da resa dei conti, in cui un giudizio supremo separai buoni dai cattivi, ma esercizi in cui si rivela un’analisi metalinguistica.

Già il titolo Apocalisse  di per sé riassume la sua opera-vita, e poi, implicitamente la decodifica per rivelarla allo spettatore. Solo che questa decodificazione non si presenta unicamente come un atto pedagogico, ma è sostenuta sul piano formale da una robusta tecnica espressiva. La sua intera opera come una continua ricerca di una rivelazione…
                                                                                                                                     
…Un “maestro degli aquiloni: quasi anonimo del XX° secolo. Dopo Cristo, dopo Marx, e dopo me stesso”, che aveva coniato graficamente la “sigla del maestro”, le iniziali schematizzate come un geroglifico, da apporre non in tutte, ma in parecchie opere sul retro.

…La purezza di visione di un vecchio maestro di aquiloni si riversa in “Oceano di coriandoli”, l’ultima sezione espositiva che raccoglie le opere dal 2000 al 2007e in maniera ancora più accentuata la scelta è di incanalare l’indomesticabile caos distribuendolo in cicli. La serie de “L’arte delle nuove caverne”, “La Creazione”,”Ipotesi di un paradiso Terrestre”, “La caduta degli dei”, “Il caos”,”Le Metamorfosi”,”Atelier d’artista”, “Le lettere e le arti”, “Chansons de Toile”, attorno alle quali crescono le opere non inserite in cicli ma il cui stile è comunque coerente con la produzione complessiva del periodo.E’ per impulso di un accentuarsi di un sentimento panico verso l’umanità che la sua arte abbandona la materia didascalica, ruvida e grezza, per un linguaggio simbolico e astratto, fortemente improntato ad una immediatezza affidata al segno che ricorda l’espressionismo astratto e l’ action painting.. Tale processo inizia già nella scelta dei temi che rimandano al tempo in cui situare una genesi o una creazione dell’universo e dell’uomo.
                                                                                                                                    

 

Tipico risultato di questa ultima fase sono infatti la grandi opere come “Dance comme j’ai le coeur riant et gai, de Chrétien de Troyes. Lancellot, Poéme”, “Il ballo dei tarantolati”, in cui dominano forme di grande effetto emotivo per il loro contenuto squisitamente simbolico…                                                                                                                      
Sono frammenti, coriandoli appunto, di carte colorate, a volte senza altra indicazione che di essere pure tracce di colore, altre volte inglobando indizi figurali che s’impaginano in un ritmo vorticoso, una spirale che si espande sulla superficie, come “ La caduta degli angeli ribelli”, angeli da inquadrare e ripensare secondo un duro neorealismo contemporaneo visto da Lerda in film come A Casablanca gli angeli non volano” (2004, del regista marocchino Mohamed Asli) , una storia esemplare di sogni infranti e di sradicamento e inurbamento drammatico.

Con “Oceano di coriandoli” si conclude la storia di Piero Lerda pittore che ha inteso dare un personale e originale contributo a una moderna interpretazione del concetto di cosmogonia. Sappiamo che la cosmogonia concerne sia l’evoluzione dell’universo, sia l’origine e l’evoluzione di singoli oggetti dell’universo (stelle, galassie). Infatti le due parole cosmo più gonos/creazione rilanciano alla creazione del mondo, parimenti la parola cosmo/kosmos include l’armonia e l’ordine come distinti dal caos.
Tuttavia non si può pensare la cosmogonia senza riferirla anche a questo versante costituito dal caos.

Cos’è il caos? E’ lo spazio vuoto, il disordine.

La cosmogonia accoglie nel pensarla in modo complesso, molte altre parole chiave che sono: spazio vuoto, ordine, disordine, armonia, bellezza , sistema.

Nella babele postmoderna in cui
i linguaggi scientifici sono sempre più specializzati e parcellizzati, dove vi è un enorme sviluppo di conoscenze tecnologiche, una continua modellazione di confini geografici e incessanti attraversamenti di culture e di popoli, unitamente a una generale trasformazione socio-antropologica, il problema non è come evitare gli imprevedibili gorghi semantici che si creano, piuttosto lo sforzo o il coraggio è di attraversarli con la fluidità e la purezza che solo un artista può conservare.

 Piero Lerda ha colto con la sua opera ciò che attualmente emerge nel mondo: un bisogno di cosmogonia.

piero lerda -- Il Caos

( Da Ivana Mulatero, a cura di, Piero Lerda. Dal caos al gioco. Opere dal 1948 al 2007,Edizioni Marcovaldo, Caraglio (Cn), 2009, pp. 13-35.
Ivana Mulatero. Critico d’arte, curatrice della Mostra  aperta al Filatoio di Caraglio dal 28 febbraio al 10 Maggio 2009.)


 
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